A Londra Prosecco alla spina. Gli inglesi se ne fregano delle Doc

Nei pub della capitale britannica è esplosa la moda del Prosecco. Ma si tratta di volgari imitazioni, servite sfuse come la birra

Tre sterline e 50. Poco meno di 4 euro e mezzo: tanto si paga un calice di «Prosecco» alla spina nei pub alla moda di Londra. Un prezzo alto ma accettabile in una delle città più care al mondo. Accettabile se si trattasse di Prosecco vero. E non semplicemente un frizzantino di quelli anonimi che da noi si possono bere nei bar di periferia. Il fenomeno del vino bianco al posto della birra spopola nei locali inglesi, soprattutto fra i giovani. Al punto che il quotidiano Daily Mail ha dedicato al tema un’inchiesta. La tendenza è così poco british da fare notizia. Peccato che tutto il fenomeno si regga su un vino tarocco che più tarocco non si può. Le bollicine servite nei pub londinesi nulla hanno a che vedere con il vero Prosecco e men che meno con Valdobbiadene, la sua patria enologica. Si tratta di volgari imitazioni. Da tempo la Sistema Prosecco,  società da poco costituita che raccoglie i tre consorzi di tutela, due Docg e una Doc, era sul sentiero di guerra contro queste imitazioni. Con l’inchiesta del Daily Mail ha dato fuoco alle polveri, inoltrando l’ennesima segnalazione al ministero delle Politiche Agricole. Oltre a essere una volgare imitazione del pregiato bianco made in Veneto, il vino servito alla spina nei locali britannici viola il disciplinare di produzione del Prosecco che all’articolo 8 prevede la vendita esclusivamente in bottiglia o, tuttalpiù, «in damigiane di vetro di capacità fino a 60 litri».

L’agenzia Adn Kronos riferisce che l’Ispettorato repressione frodi del ministero ha preso immediatamente contatto con le autorità del Regno Unito chiedendo un intervento tempestivo. Ed è molto probabile che Londra intimi al gestore del Marcus Hilton pub, assurto agli onori delle cronache proprio con l’inchiesta del Daily, di sospendere la mescita del falso vino italiano. Non sarebbe il primo caso, né c’e da credere che sia l’ultimo. Nell’ultimo anno le segnalazioni sono arrivate a decine. Segno che gli inglesi se ne fregano delle Doc, dei disciplinari e delle norme che contengono. Ma se non riusciamo a far valere le nostre indicazioni d’origine neppure in Europa, come possiamo sperare di recuperare i 60 miliardi di falso made in Italy commercializzato ogni anno nel mondo?

Dimenticavo: chi volesse provare una vera «inglesata», trovandosi a Londra per lavoro o per diletto, può chiedere un «Prosecco Royal», corretto cioè con la Crème de Cassis, un liquore ricavato dal ribes nero e originario di Digione, Francia. Per lo spritz londinese, servono però 4 sterline e 30, cinque euro e 50 cent.

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