Tsipras vince ancora. Ma la Merkel è in agguato

Alle elezioni, le seconde in meno di un anno, l’ex premier Alexis Tsipras rivince. Syriza, il suo partito, prende il 35,5% dei voti e si prepara a rifare un governo fotocopia rispetto a quello uscito dalle votazioni dello scorso gennaio. Senza l’ex ministro dell’Economia Yanis Varoufakis, naturalmente, col quale si è consumato un divorzio insanabile. Tsipras si appresta a governare con i nazionalisti di Greci Indipendenti, forti del 3,7%, ma soprattutto di 10 seggi. Assieme ai 145 di Syriza si arriva a quota 155 su 300. Maggioranza e governo assicurati.

Ma la tranquillità per Alexis e per i greci finisce qui. Numeri a parte il suo spazio di manovra è perfino più ristretto di prima. Ha sicuramente ragione Vittorio Da Rold, quando descrive su Il Sole 24 Ore la «magìa di Tsipras: aver convinto i greci che la loro battaglia è molto più grande dei confini del loro piccolo paese; in gioco c’è il destino dell’Europa dei padri fondatori, della solidarietà e della condivisione della ricchezza prodotta non quella di un club di paesi creditori e debitori». Sfortunatamente temo che Berlino la veda diversamente. In attesa di capire come il leader di Syriza pensi di tradurre politicamente la vittoria alle urne, c’è da scommettere che Angela Merkel assieme al grande capo dei falchi di Germania, il ministro dell’Economia Wolfgang Schaeuble stia già lavorando a un nuovo memorandum con cui umiliare la Grecia. Sempre che alla Bundeskanzleramtsgebäude, la Cancelleria federale, non riprenda quota l’idea di escludere Atene dall’euro.

Forse Tsipras farebbe bene a prenotare quanto prima il volo per la capitale tedesca, armato di penna e taccuino. Visto com’è andata dopo le vittorie precedenti – le elezioni a gennaio e il referendum a luglio – tanto vale che risparmi tempo e prenda subito le ordinazioni dai veri padroni d’Europa. C’è da scrivere la legge finanziaria per il 2016 e la riforma delle pensioni. Meglio farsele dettare dai crucchi. Risparmierebbe un sacco di grane a lui e pure a noialtri. Inaugurando un cerimoniale destinato, con buona probabilità, a ripetersi presto. Protagonista il nostro presidente del Consiglio.

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