Finti prodotti italiani, via il segreto di Stato sulle importazioni di materie prime alimentari

Farina, pomodori, olio d’oliva, latte, ma anche riso, carne, frutta e verdura: il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha deciso di togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari utilizzate dalle aziende italiane per confezionare cibi made in Italy. Finti naturalmente. L’annuncio è arrivato la scorsa settimana. Il ministero ha costituito un comitato di esperti con il compito di decidere in tempi brevi, così ha fatto saper la Lorenzin, come e a chi rendere pubblici i dati sulle materie prime e l’elenco delle aziende che li utilizzano e i «soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati».

Ora si tratta di capire cosa significhi questa espressione e soprattutto cosa intenda la Lorenzin per «legittimo interesse».

L’annuncio del ministero arriva in risposta a una precisa richiesta presentata dal numero uno della Coldiretti Roberto Moncalvo dopo le proteste degli agricoltori al Brennero con la scoperta di centinaia e centinaia di tir in entrata ogni giorno nel nostro Paese carichi di materie prime tedesche, olandesi e danesi pronte ad essere trasformate in cibi made in Italy dall’industria alimentare.
Secondo la Coldiretti «contiene materie prime straniere circa un terzo della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy». Temo addirittura che le proporzioni siano invertite: è veramente italiano  appena un terzo delle referenze che possiamo trovare sui banconi dei supermercati.

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