Gli spagnoli si sono mangiati la pasta Garofalo

Gli spagnoli della Ebro Foods si sono mangiati la pasta Garofalo. L’ad della società campana Massimo Menna ha trattato a lungo per cedere lo storico pastificio di Gragnano alla multinazionale iberica. Dopo una pioggia di indiscrezioni, la società ha confermato l’esistenza della trattativa. Poi, all’inizio di giugno la notizia:  alla Ebro Foods va il 52% per cento del capitale per una cifra superiore ai 60 milioni di euro. La chiusura dell’operazione è prevista per la fine di giugno.

Menna, nel comunicato in cui confermava l’esistenza del negoziato, ne ha sì ammesso l’esistenza ma ha aggiunto di non voler «mettere mai in discussione la presenza e l’attività di Garofalo sul territorio di Gragnano e il suo capitale umano». In tutto alla Garofalo  lavorano 162 persone.
Comunque vada, anziché riportare a casa Sasso Bertolli e Carapelli, passati da un’altra multinazionale spagnola, la Deoleo, al fondo inglese Cvc Capital Partners, abbiamo perso un altro marchio storico del made in Italy a tavola.

«Sono felice di poter dare il benvenuto ad Antonio Hernández Callejas e al Gruppo Ebro Foods nel capitale sociale della Lucio Garofalo Spa», Ha annunciato Menna, «ciò è motivo di orgoglio per tutti noi perché ci dà la possibilità di consolidare il successo della nostra pasta nel mondo. Questa operazione rappresenta un valore per il sistema  Italia. Non va letta»,  ha concluso l’ad, «come «un pezzo di Italia che se ne va». Sarà, ma l’esperienza insegna che quando la proprietà finisce all’estero, non si può mai dire nulla di definitivo sul futuro dell’impresa acquistata.

[Aggiornato  il 4 giugno 2014]
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